In giugno gli operai hanno iniziato i lavori a casa dei miei. Dopo tre mesi i lavori sono finiti. Ora l'appartamento odora di pittura, il marmo del pavimento mantiene le orme degli operai (non so come sia possibile, ma le orme ci sono ancora dopo innumerevoli lavaggi), la porta della mia camera non si chiude più perchè hanno incrostato di pittura la serratura... Fino a ieri tutti i miei beni personali raccolti nell'arco di ventinove anni si trovavano in cantina. Ho passato una domenica a portare scatoloni, svuotarli, piegare e riporre vestiti, libri, penne, peluche appunti universitari, documenti, cd, ...
Il bilancio del riordino è il seguente: sono spariti due libri tra i miei preferiti, il cd degli U2, la felpa nera che era praticamente nuova...
In compenso ho trovato un porcospino...
Alle 12.30 di un giovedì in cui sono in ferie squilla il telefono. Sul display appare il numero di telefono del capo. Grande dilemma: rispondere o non rispondere? Per stavolta tiriamo su la cornetta, và... Magari vuole sapere solo come vanno le mie ferie...
Dieci minuti dopo sono talmente nera che non mi si avvicinerebbe neanche un T-Rex e nella voce risento l'eco delle ca**ate che mi sono state propinate dal capo: ferie sacre, ma.... tornare in ufficio... trasferta importantissima... tua presenza fondamentale... bla, bla, bla... E come sempre il mio tenero cuoricino ha ceduto... [devo imparare ad impormi]
Venerdì trasferta importantissima: dopo ore di vagheggiamenti per trovare la valle, il paese, e, soprattutto, lo studio, entro in una stanza buia e umidiccia, pullulante di vecchiette sdentate che gareggiano a chi sta più male... Una con un fazzoletto blu sul capo (siamo in agosto) elenca malattia con una padronanza degna di uno specialista, ma viene interrotta dalla vicina "Lei è mai stata operata?"... "No", risponde la vecchietta col fazzoletto, già terrorizzata dall'idea di vedersi portar via il primato sotto gli occhi... "Scusate", le interrompo (con estrema umiltà), "c'è la dottoressa?" "Guardi che deve aspettare il suo turno, sa?!" "Veramente avrei un appuntamento: devo mettere a posto il computer della dottoressa..." sempre più umile, la mia voce ormai è un bisbiglio... Poi, il colpo di genio "...Così può farvi le ricette!", annuncio trionfante... Silenzio reverenziale... La vecchietta col fazzoletto, evidentemente la portavoce per diritto d'anzianità, quasi mi spinge lungo il corridoio: "Ah, se ha un appuntamento, vada, vada!"
Dentro lo studio non c'è nessuno. Neanche la dottoressa. Arriva trafelata alucni minuti dopo, spiegandomi che lascia entrare i pazienti prima dell'orario, così possono stare seduti - sa, vengono qui anche un'ora prima, a volte, per prendere il posto - e tenta, contemporaneamente, di forzare la serratura, togliersi il soprabito (siamo sempre in agosto), raccogliere la borsetta che nel frattempo le è caduta...
Vediamo il problema... Ah, si... Il lettore smart card non funziona... Beh, intanto collegahiamo il cavo del lettore alla presa USB del portatile... "Che presa?" Questa qua dietro, schiacciata, vede, collegando questo... Toh! Funziona... "Oh, grazie, grazie... QUANTO LE DEVO?" Niente, non si preoccupi, la manutenzione è compresa nel contratto... Arrivederci... "Ha già messo a posto il computer della dottoressa?" Si, non era niente di grave... "Le ricette funzionano?" Si, nessun problema... Le vecchiette mi salutano quasi con le lacrime agli occhi...
Ogni tanto qualche soddisfazione...