Ora, lo stralcio di telefonata che riporterò, non è tratto da alcun film (purtroppo), ma è la dura realtà del mio ufficio... Un ufficio, tutto sommato, multi-etnico: friulani, bisiacchi e triestini, tutti otto conviviamo allegramente... E, ovviamente, parliamo in dialetto: ognuno nel proprio... chi capisce, bene, altrimenti pazienza... I problemi nascono quando Qualcuno, abituato a parlare in dialetto monfalconese, è costretto a comunicare con tale Vito Alquati, di quel di Caltanissetta... Che naturalmente, neanche a dirlo, il bisiacco non lo capisce, e quindi Qualcuno è costretto a cimentarsi con la grammatica italiana, questa grande sconosciuta... [Per vs comodità, vi dico anche che si parlava di computer portatili, e tale Vito A. non riusciva a connettersi a internet, e, anzi, aveva talmente incasinato il pc che quello rifiutava anche di spegnersi... l'unica alternativa sembrava staccare il cavo di alimentazione e attenderne la morte lenta - della batteria, of course... In più, Qualcuno, non sapeva se dare del tu o del lei a vito...]
Vito: Allora, cheffaccio???
Q: Ehm... Ma lei ha provato, hai provato, si, hai provato a chiudere tutto? cioè a chiudere con il bottone? a spegnere il pc?
V: Dici se ho premuto il tasto di accensione? quello che serve peraccendere?
[Lo so è triste, sto dialogo... Poi peggiora...]
Q: si quello... Ha fracato - hai premuto il botòn?
V: si ma non succedeniente... Comefaccio a spegnere 'stocoso?
Q: Facci così, tolghi il cavo di alimentazione...
[Probabilmente le gaffes continuavano, ma a questo punto io e il mio collega dirimpettaio stavamo per strozzarci dalle risate e non ho più ascoltato...]
Buffo...
Da mesi, io e alcuni amici, ci prendiamo per il culo a vicenda sul fatto che siamo single, e, soprattutto, tali resteremo... Ma si sa, nonostante io conti sul mio futuro di zitella gattara, la speranza di trovare qualcuno di passabile con cui dividere il mutuo è dura a morire, quindi nel tempo libero cerco di trovare questo qualcuno (vabbè, in realtà non mi accontento del primo che capita... [diciamo del secondo...]) [...ecco, non riesco a essere seria neanche qui...]...
Beh, comunque tutto questo per dire che sabato sera, io e BEN due miei amici la nostra occasione l'abbiamo avuta:
1. Lorenzo, che è stato arpionato durante i folli (ed alcolici) festeggiamenti muggesani da un'amica della sorella, è stato pure invitato a "bere il bicchiere della staffa" a casa della suddetta amica... Da soli... Ma purtroppo, in preda ad evidente confusione alcolica, ha sbagliato via, e quindi, immemore della meta, alla fine è ritornato a casa (a piedi, ndr)...
2. Ufo (un nome, un programma) ha attaccato bottone con una graziosa biondina, la quale, al momento dei saluti, gli ha pure scritto il numero di telefono sul cellulare. Lui doveva scegliere tra due pulsanti: "Salva" oppure "Cancella"... Indovinate un po' quale dei due ha premuto (e la tipa era già sparita)...
3. IO. Sempre io. Mi si presenta di sua spontanea volontà un tizio (neanche mal, se posso dir, anche se ga un poco l'anda del terrorista, che ovviamente essendo leggermente cerebrolesa me piasi), mi chiacchiera per due ore, non mi lascia rientrare dagli amici, mi offre da bere (il prosecco aveva già preso il sopravvento), mi bacia pure, e mi dice "non darmi adesso il tuo numero di telefono: me lo dai tra un'ora quando ci vediamo in taverna del ghetto, così sono sicuro che passi..."... ok... peccato che il neurone che tiene il tempo sta giocando a nascondino, quindi juni si palesa in suddetta taverna dopo dieci minuti... notando l'assente, va pure a casa (in preda ad evidente stato di ebbrezza - con due "b"?)... E NON HA IL MIO NUMERO DI TELEFONO! cavoli! cavoli! cavoli!
...venerdì taverna, magari la butta meio de sabato... (chiedo scusa per il dialetto, ma co' ghe vol, ghe vol...)
Ringrazio pubblicamente un amico che mi ha consigliato di andarmi a cercare un uomo ai laghetti delle noghere (si, sei tu, calaverone!)...
Per ironia del destino, in dicembre un tizio carino (che vive e lavora vicino ai suddetti laghetti) mi avvicina... "Ma và, lavori li, si potrebbe pranzare insieme, qualche volta... dammi il numero di telefono".... e bla bla bla... e Juni ci casca come una POLLA!
Ovviamente, dopo una settimana, il tipo ci ripensa "sei molto bella, molto simpatica, ma non so..."
...Due settimane dopo "Ora che ti conosco meglio mi piaci tantissimo...."
Tre settimane dopo "Mi sento in trappola con questo rapporto ossessivo [quindi ti scarico per la seconda volta in un mese]" (per dovere della cronaca, tengo a precisare che nella settimana precedente ci siamo visti UNA volta e sentiti DUE)...
ORA, io non vorrei insinuare niente, ma:
o il pazzo è a) lo scherzo crudele del destino, oppure b) eri tu in incognito... ;-)
PS: un posto tutto per te! Non sarà troppo per il tuo ego??? Ma soprattutto, la lezione Zen: girare al largo dai laghetti: belli da vedere, ma le moscerine come me restano invischiate troppo in fretta nelle ragnatele nascoste nei punti più impensati...
In questo periodo mi sento veramente giù... Non so perchè, ma quest'anno le feste di natale stanno ancora lasciando il loro amaro sapore... strano, perchè di solito mi piace il natale...
Ma quest'anno, vedere l'amica d'infanzia finalmente accoppiata e convivente, mi ha messo addosso tanta nostalgia... Ovunque dove volgo lo sguardo vedo coppiette che si fanno le fusa, si tengono per mano, si strofinano i nasi... e il mio pensiero (bastardo, lo so) è "tanto vi mollerete anche voi!"
In realtà io non sarei così cinica, forse quest'anno passato è stato particolarmente brutto, per me... In effetti, sono successe delle cose che neanche in una commedia noir... qualsiasi sceneggiatore, a leggere la storia della mia vita sentimentale, affermerebbe "no, questo è troppo, gli spettatori non ci crederebbero mai"... Ma la realtà, a volte, supera la fantasia, e così io mi ritrovo nella mia ridicola situazione...
Un giorno, con molta pazienza, magari ve le racconterò, queste vicende (e se non vi interessa, potete anche non leggerle)... Per intanto vi dico che un paio di sabati fa, sono uscita con gli amici. E come sempre, siamo andati alla taverna del ghetto. E come sempre, ho parcheggiato in totale divieto, nei parcheggi riservati alla polizia. Quando, alle due di mattina sono risalita in macchina per andare a casa (dove dovevano raggiungermi due amiche), un tizio che conosco a malapena apre con estrema non-chalance la portiera del passeggero, si siede, richiude la portiera e mi chiede "allora, dove si va?" "veramente starei andando a casa..."... E lui, pronto "Bene, vengo anch'io..."... "DIREI PROPRIO DI NO"... a quel punto ha mollato il colpo: "Bene, allora ciao, ci si vede il prossimo week-end..." ("...'dio...")
Mentre tornavo a casa, circa dieci minuti di strada, riflettevo e ridacchiavo sola "Ma vara questo! fora come un pergolo!"
Parcheggio davanti casa, verifico l'assenza delle macchine delle amiche, e mentre mi accingo ad accendermi una sigaretta, un'ombra attira la mia attenzione: un tipo (abbastanza strano, in realtà... lo so perchè abita qualche casa più in là) corre a rotta di collo lungo la via... Mi nota, attraversa la strada (sempre correndo) e, in modo estremamente repentino, mi si fionda in macchina con dieci euro in mano:
"DEVO CIOR CICCHE!" (*devo comprare sigarette)
Dall'alto del mio stupore cade un "Prego?" (molto fievole, se devo aggiungere)... A quel punto il tipo stano mi fa uno sguardo pallato, e immediatamente realizza: "Ti sto disturbando?"... No so, vedi ti... Dopo le scuse, scende, attraversa la strada, prende le sigarette dal distributore automatico, dimentica il resto, e ricomincia a correre... Nello stesso istante arrivano le amiche... Scendo, chiudo la macchina, verifico una cosa...
Juni, cosa guardi sulla macchina? Niente, cercavo l'adesivo "entrate pure"...