Lo scorso venerdì sera ero ben decisa a non lasciarmi tramortire dalle birrette, in quanto alle quattro di mattina dovevo prelevare i miei genitori dalla villetta longerana per portarli nella ridente località di mestre, dove li attendeva un volo intercontinentale con destinazione Cancun.
Ligia alla promessa fatta a me stessa, alle 04.00 AM, mi presentai alla porta dei miei, perfettamente sobria (e con un po' di nausea causata da litri e litri di bevande dolci e non alcoliche), caricai i bagagli, e mi avviai perfettamente sveglia (nonostante la tarda ora) verso l'aeroporto.
Cinque ore dopo dormivo beata nel lettone dei miei genitori, col gatto rompiballe come unica compagnia.
Verso le tre mi preparai un'abbondante colazione (in fin dei conti per me era mattina), e, con la mente ancora persa negli interminabili problemi del mio lavoro, mi decisi ad affrontare senza preoccupazione alcuna la giornata a venire: un bagno di sole al bivio, un'aperitivo con gli amici, e poi cena al famoso "tre magnoni" per abbuffata di pesce.
Dopo quattro ore di sole, cinque spritz e zero calorie, juni è svenuta sul pavimento della cucina, ha battuto la delicata testolina, ed è rimasta lunga distesa per sei ore.
Domenica e lunedì un tranquillo week-end di paura nel pronto soccorso di cattinara (con vecchia moribonda rantolante nel letto a destra, vecchia croata che russava come un T34 a sinistra, e musati ovunque).
It's just a perfect day, come cantava lou reed...
Un bel giorno, un amico di Juni le chiese in prestito la moto per poter fare l’esame di guida per il conseguimento della patente A.
Ovviamente Juni disse che non c’erano problemi, e che era ben felice di prestargliela per un così nobile motivo.
L’amico, estremamente fidato, una persona tranquilla (e, soprattutto, già moto-dotato), provò a fare gli “8”, ovvero l’esercizio più cretino che mente umana poteva concepire per un esame di guida. Ci riuscì senza fatica alcuna, e dopo una ventina di minuti, l’amico esultante provocava Juni, invitandola a un bel giro per i colli di Trieste…
Dopo un fine-settimana festivo, comprensivo (per l’appunto) di gite in moto, gite in osmiza, grigliate, ricchi premi e cotillon, il giorno dell’esame di guida si avvicinava minaccioso…
L’amico, preda del terror panico che coglie qualsiasi esaminando poco preparato, chiese a Juni la moto ancora per un’ultima prova.
Presentandosi all’appuntamento, Juni notò un terzo figuro, e, riconosciutolo, si intrattenne con lui in un’amabile conversazione sui vantaggi delle Ducati, sui costi di mantenimento delle moto, sull’affidabilità delle moto tedesche, mentre l’amico fidato, incerto, si accingeva a ripetere gli innumerevoli 8 che lo separavano dall’agognata patente.
Dieci, cento, mille 8 eseguiti con perizia e con baldanza!
Infine, fiero, raggiunse Juni e il terzo figuro, L, personaggio molto ben inserito nel mondo del motociclismo regionale e soprattutto gran conoscitore di officine e altre simili amenità.
[Nel bel mezzo della rilassata conversazione: (11 aprile, ndr)]
L: di che anno è, la moto?
J: del ’97…
L: beh, è tenuta bene… [e inizia a contare tra sè:] ’97… e cinque, fa 2002, 2004, 2006… [e a voce alta]… L’hai fatta l’anno scorso, la revisione?
J: (che revisione? Di CHE COSA STA PARLANDO?) [e farfuglia, Juni:] ehm… si, no, cioè, l’ho comperata l’anno scorso, l’avrà fatta l’altro proprietario… hum… ?
Bene, un’occhiata al libretto et voilà!
REVISIONE: 30 MARZO 2005
SCADENZA: 20 MARZO 2007
Aaaargh! Juni, risultò, era fuori di due settimane con la revisione… il giorno dopo l’amico non sarebbe riuscito a fare l’esame, la moto era passibile di sequestro…
Fortunatamente, dopo una telefonata, L riuscì a combinare un appuntamento per la mattina dopo (alle 8.30) in un officina autorizzata (ovviamente di proprietà di un amico).
Dopo una stretta di mano e una ricca promessa (“Grazie L, la prossima volta che te vedo te offro una birra de mezzo…”), ognuno prese la via di casa, tutti consapevoli che la mattina seguente l’amico si sarebbe recato a casa di Juni a prelevare la moto (con i relativi documenti) per portarla a fare la revisione e poi, subito dopo, a esibire gli 8 appresi con tanta fatica.
Puntuale, il giorno dopo, l’amico fidato si palesò alla porta di Juni super-preparato per il gran giorno (giubbotto da motociclista, occhiali alla Ponciarello, scarpe da impiegato di banca qual è), e si avviò, (un po’ caracollante e incerto, ammise Juni), verso il suo destino…
Alle 8.40 il cellulare di Juni si mise a squillare allegramente. Era l’amico fidato. Dopo attento controllo aveva notato che anche il bollo era scaduto (in gennaio). Si offrì di anticiparlo lui.
Ora Juni deve all’amico fidato 97 euro (bollo + multa), l’amico fidato deve una birra a Juni per aver usato la moto (e per aver passato l’esame), e Juni è in debito di:
una birra (all’amico fidato) per aver anticipato il bollo;
una birra (all’amico fidato) per aver portato la moto a fare la revisione;
una birra (de mezzo) a L.
IN DRINK WE TRUST