Lo scorso venerdì sono scesa a fumare con il capo. Ogni tanto facciamo una pausetta insieme e ci scambiamo qualche petegolezzo, o qualche confidenza. Essendo tuttavia il capo, qualche segretino non glielo racconto, però.
Eravamo a metà sigaretta, quando arriva un collega che ho visto abbastanza spesso, anche se non ci ho mai parlato (credo). Si chiama M., è alto e riccioluto, con una faccia simpatica ed è, nel complesso, molto carino. Scambia un saluto col capo, due chiacchiere e poi sale in ufficio. E il capo, sempre pronto ai babezzi e alle battute "Ah, Juni, Juni, quando metterai la testa a posto? Perchè non esci con M, che è così un bravo ragazzo? E' anche single, sai...?"
Juni: [??? Ma deve proprio appiopparmi al primo che passa? Hmmm... Carino, però...]
E la cosa finì lì.
Venerdì sera sono uscita con alcuni amici: aperitivo, cena da marino, dopocena in taverna del ghetto, poi a ballare, folli danze al mandracchio (unica pseudo-discoteca della città, capienza un centinaio di persone, estensione inferiore a quella di un bus). E chi ti trovo? No, non il collega. L'ex ragazzo dei tempi dell'adolescenza della mia migliore amica, L. Che adesso fa l'agente immobiliare, e quanto tempo non ci si vede, e bla, bla, bla, e vieni al banco, che ti presento ad un mio amico... E l'amico è, ovviamente, il collega. E devo dire che oltre che carino ho scoperto che è anche simpatico e fa battute intelligenti. E soprattutto, mi ha chiesto in numero di telefono. E già il sabato, lo ha usato...
;-)
Direi proprio in tempo, in questa parentesi californiana, questa dritta di ledRoses...
Allora, che ne dite???

(ah, e trovate tanti altri modi carini per scrivere il vostro nome su questo sito qua: www.imagechef.com)
Ebbene, sono tornata. Le mie impressioni sulla vacanza sono queste:
1. Los Angeles è grande. Molto. E per molto intento molto, molto, molto. E molto. Tipo che l'abbiamo sorvolata per una ventina di minuti, sempre nella stessa direzione, e non finiva mai. Quando pensavo che l'aero stesse per atterrare sulle palme, e già mi chiedevo se l'aereo si sarebbe fermato per dare la precedenza al gigantesco truck proveniente da destra, siamo atterrati. L'aereoporto internazionale è in mezzo alla città. Ciò implica che in venti minuti abbiamo sorvolato solo mezza città. Pertanto la città è ancora più grande di quello che pensavo.
2. Dicono che la zona di downtown non sia bella, di notte.... Ok, lo confermo. Se ci passate dopo il tramonto, già verso le sei e mezza, per dire, siate certi di aver bloccato le portiere della macchina. Se poi il navigatore ripete "Girare a destra" per più di 10 volte in un minuto, niente panico. Spegnetelo e riaccendetelo. Come ho fatto io. Per sicurezza (di non essere aggredita), visto che la macchina doveva essere ferma, l'ho fatto davanti a una pattuglia, ma voi potete scegliere anche un altro luogo dove fermarvi, eh...
3. Le spiagge sono veramente belle come sembrano, e Venice Beach ha un certo fascino... Avete presente le spiagge hippy degli anni '70? Bene, uguale. Anche gli hippy sembrano quegli degli anni '70. Forse perchè SONO quegli degli anni '70. Infatti hanno la stessa età dei miei genitori, solo che questi vestono giubbotti di pelle nera, hanno i capelli lunghi, la bandana in testa e vanno in skate...
4. I vestiti non costano niente. Portatevi almeno 300 dollari da spendere in stupidaggini come jeans, megliette, borsette. Anche di marca. Esempio: borsetta Guess che a Trieste costa un centinaio di euro, l'ho pagata venti (VENTI!) dollari.
5. I surfisti fighi non esistono.
6. Gli americani hanno denti di alluminio e stomachi di acciaio: è l'unica spiegazioneal fatto che bevono bicchieri di ghiaccio in cui si perdono delle goccioline di coca-cola.
7. Quando ritornate in europa, anche il brodo di dado e la noiosa pasta al ragù vi sembreranno cibi afrodisiaci, direttamente preparati dagli dei.
Ora, poichè nelle ultime 90 ore ho passato dei periodi non specificati di sonno/veglia, in cui avevo fame quando andavo a dormire e avevo sonno mentre mangiavo ('sto bastardo di jet lag), ho ancora dei ricordi confusi su moooolte cose. Vedrò di rimediare appena passo una notte di sonno.
(Oggi, per dire, mi sono svegliata alle sei. Di ieri pomeriggio. Sigh.)
Questa sera parto. Finalmente un viaggio. Finalmente, per la prima volta, un volo intercontinentale. Quasi mi vergogno un po' ad ammettere che è la prima volta che lascio la vecchia Europa. Ma spero che questo sia il primo di tanti viaggi, la prima di tante avventure.
Un abbraccio a tutti, ci sentiamo presto.
Juni