L'altro ieri Juni ha deciso di dedicarsi allo shopping.
Quest'attività, tuttavia, non ha dato i risultati sperati. Sebbene da diverse sere puntasse alcuni capi super-scontati, al momento dell'acquisto ha infatti scoperto che a) non avevano più la sua taglia, b) le stavano malissimo, oppure c) quello che aveva visto in vetrina era l'ultimo pezzo ed era appena stato venduto.
Quindi alla fine si è incontrata con la ex-coinquilina, è andata a bere un aperitivo, ha fatto ancora uno sterile giretto in un paio di negozietti, e si è incamminata verso la macchina.
Giunta nei pressi del parcheggio, è passata davanti ad una storica pasticceria (la Bomboniera). Già pensava di consolarsi dall'infruttuoso giretto cittadino con almeno un paio di paste ricche di panna e cioccolata (la pasta preferita di Juni si chiama "sigaretta", ed è fatta da un biscotto lungo una decina di centimetri, ripieno di panna e ricoperto da cioccolato al latte). Ma la Bomboniera era chiusa per ferie.
Però ormai il tarlo del dolcetto non dava pace a Juni, così non si è persa d'animo: recuperata la macchina, ha puntato verso casa, ripromettendosi una sosta lungo la strada nella prima pasticceria aperta. Alla fine ne ha trovata una, ha comperato un paio di granatine, ed è proseguita verso casuccia.
Arrivata davanti al passo carrabile, ha lasciato la macchina ferma sul marciapiede (pronta per entrare dal cancello) e si è apprestata ad aprire il pesante cancello in ferro. Nel mentre è sopraggiunto l'autobus, linea 35, perennemente arrancante sulla salita che porta verso Longera. Il carraio di Juni combacia con la fermata del bus. Il bus accosta in frenata. Accosta sempre più. Sempre più. Finchè si ferma. Juni nota che la coda del bus è terribilmente vicina al paraurti della sua macchina. Ma più che vicina, ecco, è DENTRO il paraurti dalla macchina. E come il bus lentamente riparte, parte anche il paraurti.
(Poi Juni ha bussato sulla porta del bus, zona conducente, il quale gentilmente ha riaperto le porte pensando che Juni dovesse salire. E' rimasto perplesso, quando Juni gli ha detto che aveva toccato l'auto... Poi è sceso, ha verificato, ha contattato, ha preso nota. E le vecchie sono scese dal bus, hanno silenziosamente insultato Juni, e si sono incamminate su per la salita...)
Ecco, la constatazione amichevole con il bus mi mancava...
Venerdì sera Juni è andata (come molti altri venerdì sera) a bersi una birretta col moroso alla Vedetta, un simpatico locale stile birreria bavarese a Prosecco. La birra è veramente buona, i costi contenuti, il giardino fresco, il numero di avventori pressocchè nullo (questa è una di quelle cose che piacciono tanto a Juni).
Siccome guidava, e i controlli alcolemici si stan facendo frequenti soprattutto il venerdì sera, una birretta è bastata per tutta la sera. Verso le undici e mezza, affaticata da un venerdì comunque lavorativo, ha accompagnato a casa il moroso e ha puntato il muso del golf verso casa, mentre il cielo si addensava (probabilmente) di nubi. Juni le nubi non le ha viste (era buio), ma i fulmini si vedevano eccome.
Appena arrivata a casa, Juni scopre dal genitore che il micio è appena uscito. Juni bestemmia. "Ma non avete visto che sta per venir giù il finimondo?". La laconica risposta è stata "Voleva uscire...". Inizia a piovere. Nel giro di qualche secondo la pioggia viene giù a secchiate, il vento piega le cime dei pini, la grandine picchetta insistentemente sulle tegole del tetto. Del gatto non c'è traccia. Il genitore si accorge (nel semi-panico) di aver lasciato fuori le sigarette. Manda Juni a recuperarle passando dalla finestra. Juni si presta al favore (imprecazioni in sottofondo). Appena rientra, chiude la tapparella, si siede sul divano davanti a un thriller (supposizione). La supposizione non può essere confermata, perchè in quel momento la corrente elettrica se ne va, e la casa di Juni piomba in un buio mondo silenzioso (temporale a parte). Juni decide di andare a dormire.
La gioia sta nelle piccole cose: oggi Juni per pranzo è stata in osmiza* con i colleghi.
Un paio di bicchieri di vino, pane fresco e morbido, prosciutto crudo spettacolare, pesche con il vino bianco. Per finire un bicchiere di liquore al terrano con profumo di vaniglia e cannella, seduta sotto una pergola di uve, fumare una sigaretta, e ridere con i colleghi.
Nubi all'orizzonte, un raggio di sole tra le foglie, una brezza leggera. Dal cortile dell'osmiza diradano i campi, alta erba selvatica, e il bordo del bosco, in fondo alla vallata.
Chi l'ha detto che il Paradiso non esiste?
*osmiza: tipica espressione della ruralità carsica. ogni anno, per otto giorni, i contadini possono aprire la propria cantina e vendere i propri prodotti. Il periodo di apertura varia da osmiza a osmiza, solitamente a primavera ce ne sono tante. per trovare l'osmiza, basta seguire la strada del Carso (altipiano di Trieste, comune di Sgonico) e seguire i rami con la freccia. sono quasi sempre fornite di cortile e/o giardino. l'osmiza non può disporre di cucina, pertanto si può pasteggiare esclusivamente con affettati, formaggi, verdure sott'olio e uova sode.
per E.
"steel magnolias" è un film del 1989 con Julia Roberts, Daryl Hannah, Sallie Field, Olympia Dukakis, Shirley MacLaine e Dolly Parton. E' un film dolce e forte nello stesso tempo.
In un piccolo paese della Louisiana, sei donne dall'età e dai caratteri completamente diversi, si ritrovano spesso nel salone di bellezza di Trudy, tra pettegolezzi e i vari alti e bassi della vita. Tra loro vi sono le amiche/nemiche Claire e Ousier, la ingenua e religiosa Annelle, M'Lynn e la figlia Shelby che nonostante il diabete vuole avere un bambino. Queste donne, tra lacrime e risate, sono una formidabile unione femminile, come dei delicati fiori fatti d'acciaio che non si spezzano di fronte alle avversità della vita.
Se avete voglia di lacrime e risate, guardatelo.