Parto tra un paio d'ore. Berrò una birretta alla vostra salute.
Baci a tutti e buon fine settimana.
Juni
Ho visto che molte persone hanno scritto della festa di liberazione... Devo dire che uno dei post che ho preferito è quello di Galatea. E mi ha fatto pensare alla liberazione di Trieste, della mia terra e della mia gente. E ho pensato che, a Trieste, siamo fortunati, perchè di liberazioni ne abbiamo avuto tante:
Nel 1918 l'Impero venne sconfitto, e noi fummo liberati da "lo barbaro invasore". Così sta scritto su un bel monumento in via Cesare Battisti. E poi abbiamo l'orto lapidario, un elenco di circa duemila combattenti triestini che aiutarono gli italiani a vincere, dimenticandosi però dei settantacinquemila che combatterono a fianco del barbaro invasore. Forse perchè da 500 anni ormai eravamo austriaci. Comunque nel 1918 fummo liberati. E già che c'erano, Trieste fu occupata dai militari italiani. Eh, si, perchè dal 1918 al 1922 non eravamo ancora italiani. Solo liberi e redenti. Poi nel 1922 Trieste viene annessa all'Italia. Arrivano i primi italiani a Trieste, e con loro il fascismo. Alcuni dissidenti politici, tra cui il fratello di mio nonno, di origine triestino-italiana* scappano in Argentina. Negli anni quaranta divenne anche un nome di spicco del partito peronista. Ma sto divagando.
Ah, si il fascismo. Bene, così liberati (e italianissimi, così dicono), i triestini furono anche liberi di cambiarsi il cognome. Se non lo facevano volontariamente, lo facevano forzatamente. Ti arrivava una bella lettera a casa in cui c'era scritto "Nel tal anno dell'era fascista il Suo cognome è stato cambiato da Kapun a Capponi**, per ripristinare l'italianità di Trieste". Ripristinare? Beh, probabilmente c'erano stati i Romani, si. Boh, vabbè, lasciamo perdere, va. I triestini-tedeschi? Liberi di emigrare nel vasto Lebensraum crucco. Alla domanda "Ma perchè dovremmo andar via? Questa è sempre stata la nostra terra..." nessuno seppe mai rispondere. Venne incendiato il Narodnj Dom (leggi Il rogo sul porto, di Boris Pahor), i negozi di triestini-sloveni vennero saccheggiati. Le leggi razziali fecero il resto (che però in questa zona presero soprattutto di mira gli sloveni, ben più degli ebrei, con la chiusura delle scuole, licenziamenti, maltrattamenti di bambini da parte di alcuni parroci filo-fascisti. Molti triestini-sloveni si trasferirono temporaneamente a Lubiana).
Poi venne l'8 settembre. Trieste divenne Adriatische Kustenland, ovvero Germania. Ovvero Terzo Reich. E i tedeschi, com'era loro deplorevole abitudine, ci "liberarono" dagli ebrei, distruggendo gran parte del tessuto mercantile e commerciale della città. Quello che ancora ne restava.
Poi vennero i partigiani titini. E ci liberarono dai tedeschi. E già ch'erano di strada, andarono di casa in casa, di notte, a prendere i fascisti e a gettarli nelle foibe. Solo che non sempre nelle foibe ci finirono fascisti. Bastava indicare qualcuno e dire ch'era un fascista, e tanti saluti.
Poi vennero gli americani. In realtà gli americani erano già venuti con gli aerei e ci avevano sganciato qualche tonnellata di bombe, causando la morte di oltre mille persone solo nel primo bombardamento. Poi vennero con la fanteria, e ci liberarono dai titini. Divisero la città in due parti, la zona A e la zona B, diedero il via al coprifuoco, camionette militari ovunque e filo spinato e sacchi di sabbia a proteggere le loro postazioni. Avete presente Piazza Unità? Bene, c'era una riga bianca, in piazza unità. E una mitragliatrice dall'altra parte della riga. Nel corso di dieci anni, comunque, le cose cambiarono molto, e gli americani si integrarono talmente bene, che quando se ne andarono si portarono via le ragazze triestine. Oppure lasciarono qua qualche erede. E poi venne l'Italia. Come si dice da queste parti "Arriva la madre, i figli scappano". Oltre quarantamila triestini presero la via dell'esilio, memori delle sfighe portate dall'ultima liberazione italiana, tipo il fascismo. Tra i triestini emigranti, ci furono anche i miei zii materni, che ora vivono in Australia. In compenso arrivarono a Trieste centomila esuli istriani. E noi fummo liberati. Di nuovo.
Ora, scusate, capisco che cosa si festeggi nel resto dell'Italia il 25 aprile. Ma da queste parti, mi spiegate che cosa abbiamo da festeggiare?
* triestino-italiana: triestino di nascita, con genitori triestini, e di lingua italiana. poichè la città era un crogiuolo di razze, tradizioni e culture, è il caso di specificare. soprattutto sul fattore linguistico, nel centro città si parlava solitamente italiano o tedesco, nei circondari si parlava dialetto o sloveno. Il dialetto era molto parlato anche in centro, ma rientra nell'italiano, essendo un dialetto di derivazione veneziana.
** Kapun era il nome del mio bisnonno: nacque nel 1876, con nome Joseph Kapun, e morì nel 1937, Giuseppe Capponi. Stessa sorte toccò a mia mamma, battezzata Marja Kovacic, ora Maria Fabretti. E così tutta la mia famiglia per parte di madre: zii, zie, nonni e bisnonni. Anche se ci sono diversi esempi di fratelli con cognomi diversi, tipo Novak, che divenne Giuseppe Novacco e Giovanna Novacchi.
Ieri, verso mezzanotte, mi sono attardata a fumare l'ultima sigaretta in giardino. Ad un certo punto un fruscìo ha attirato la mia attenzione. Pensavo fosse uno di quei topolini al quale il padrone di casa sta dando la caccia da settimane. Invece era un riccio. Neanche tanto cresciuto. Lo vedo annusare interessato il veleno per topi.
Juni. "Ma cosa fai? Ma vieni qua, dài, i porcospini grandi mica ci cascano, con quella roba!"
Si è nascosto. Dopo un minuto di silenzio assoluto, frusch, frusch, è tornato ad annusare in giro. Però lo aspettavo. Rapida mossa e il riccio è in braccio. E ora che ci faccio?
Mi affaccio alla porta e cerco di richiamare l'attenzione del moroso che si stava già lavando i denti "Amooore! Amooore, aprimi, non è che mi puoi trovare uno scatolone dove tenerlo?"
Moroso "Scusa, ma ti fanno schifo gli insetti e vuoi tenere quel sacco di pulci in casa?"
Juni "Mica posso lasciarlo mangiare il veleno per topi, ti pare? Dài, poverino, guardalo! E' così carino!"
Moroso "Seeee. Vabbè. Per me farà casino tutta notte... "
E così, appena il moroso torna con scatolone alto per bottiglie di vino, Juni prende la decisione: verrà deposto in macchina (onde evitare il casino notturno) e domani mattina trasloco a casa dei genitori. Il porcospino si agita un po', mentre Juni prepara delle carte di giornale appallottolate (tecnica tedesca per simulazione foglie secche), mangia un paio di pezzetti di formaggio, esplora la nuova gabbia. Però non si chiude a riccio. In fin dei conti, è un curiosone.
Juni depone lo scatolone sul sedile del passeggero e va a nanna. Poi il dubbio: "E se esce? Se ribalta lo scatolone? Ma no, dài, è così piccolo..."
Stamattina Juni esce, va verso la macchina, e vede lo scatolone ancora verticale. "HA! Io si che sono intelligente. Non è uscito!". Poi apro la macchina. Cacchine verdi sul tappetino del guidatore. Anche su quello del passeggero. Anche sui tappetini posteriori. Apperò! Tiro su il sedile, e vedo una palla di spine sull'ombrello disteso. Preso, lo rimetto nello scatolone.
E va bene. Il porcospino è stato più intelligente di me. Però ancora non ho capito come ha fatto a uscire senza ribaltare lo scatolone. Forse lo ha ribaltato e poi lo ha rimesso a posto. Boh?

Così, più o meno... questo in realtà l'ho trovato qua
Questo è un articolo apparso oggi su repubblica (qui, i grassetti sono miei):
Sul podio della conferenza di Ginevra, Ahmadinejad ha criticato l'istituzione di "un governo razzista" in Medio Oriente dopo il 1945, alludendo chiaramente a Israele: "Dopo la fine della Seconda guerra mondiale - ha detto dal palco di Ginevra - gli alleati sono ricorsi all'aggressione militare per privare della terra un'intera nazione, sotto il pretesto della sofferenza degli ebrei. Hanno inviato immigrati dall'Europa, dagli Stati Uniti e dal mondo dell'Olocausto per stabilire un governo razzista nella Palestina occupata".
Ahmadinejad ha ricevuto anche applausi dalla platea: la prima volta quando ha accusato "gli stati occidentali di essere rimasti in silenzio di fronte ai crimini commessi da israele a gaza" e la seconda volta quando ha detto che occorre "rivedere le organizzazioni internazionali e il loro modo di lavorare". Consensi al presidente iraniano sono arrivati anche quando ha parlato della crisi economica mondiale sottolineando che "continua ad aggravarsi e non ci sono speranze che possa essere superata", e ha accusato gli Usa di averla scatenata.
E l'UE ha definito questo discorso "inaccettabile". A me puzza un tantino di ipocrisia. Intanto perchè gli stati europei sono stati effettivamente in silenzio di fronte all'operazione Piombo fuso, e soprattutto perchè noi europei abbiamo sempre la pessima abitudine di scopare la polvere sotto il tappeto. Basta pensare alla vecchia Società delle Nazioni, un organismo voluto dal presidente americano Wilson (al quale poi gli Stati Uniti non avevano aderito), la quale avrebbe dovuto tutelare le minoranze etniche europee dopo la spartizione avvenuta a seguito della prima guerra mondiale. Non solo la SdN non fece assolutamente niente per proteggere le minoranze, ma guardò addirittura con favore la politica hitleriana: in fin dei conti la politica della stessa SdN era volta non alla tutela, ma all'assimilazione. Da allora non mi sembra sia cambiato molto. Certo l'Onu "condanna". Scrive bellissime lettere di protesta, che poi però rimangono sterili documenti. L'unica cosa che avrebbe dovuto essere dichiarata inaccettabile, era il comportamento di Israele in gennaio. Ma con quello che noi europei abbiamo fatto agli ebrei nel corso dei secoli, ora è il caso che stiamo zitti, altrimenti Israele potrebbe accusarci di antisemitismo, e, insomma, non è il caso, no?
Beh, comunque. A parte che anch'io avrei applaudito Ahmadinejad, questo è quello che io considero inaccettabile.
Santoro deve chiedere scusa per aver fatto il suo lavoro, e Vauro è sospeso perchè chi ha letto la sua vignetta ha iniziato a pensare.
E qui la lettera di Santoro, come pubblicata da repubblica.
"Respingo gli addebiti che mi vengono mossi in quanto sono certo di aver esercitato con i miei collaboratori la professione di giornalista con grande correttezza. Inoltre, faccio presente che alla mia redazione non sono pervenute richieste di rettifica o annunci di iniziative legali da parte di alcuno. Le ricordo come la stessa Rai abbia recentemente riconosciuto che l'autonomia del giornalista non può essere menomata, nemmeno dall'editore. Riguardo ai rilievi sui singoli servizi ribadisco che l'equilibrio di una trasmissione deve essere valutato nel suo complesso, nel generale contesto dell'informazione offerta dal servizio pubblico e valutando nel merito se ciò che si descrive o si narra sia vero o falso. Le nostre critiche alla mancata pianificazione dei soccorsi trovano ampia conferma nei giornali di tutto il mondo. Lo stesso Enzo Boschi, presente in trasmissione, presidente dell'Ingv, facente parte della Commissione Grandi rischi ed uno dei massimi esperti italiani in materia di eventi sismici e di Protezione Civile ha più volte sottolineato: 'Santoro ha ragione a fare questi rilievi'. Tutto ciò non sminuisce il comportamento straordinario dei soccorritori dopo che si è verificato il terremoto, comportamento che nessuno di noi ha mai messo in discussione e che siamo pronti a ribadire in tutte le circostanze. Mi lasci infine dire che la sua decisione di sospendere Vauro rappresenta una censura che produce una grave ferita per il nostro pubblico e per l'immagine della Rai. La invito a soprassedervi"
Fonte: repubblica (ma anche tanti altri)
e le vignette incriminate nel video qua sotto:
link vari:
micromega con un articolo di Furio Colombo, lettera di una studentessa a L'Aquila
(piccolo post confuso. voglio parlare di tante cose ma mi sto arrabbiando, e le idee e i concetti verranno fuori tutti assieme. spero che comprendiate. baci.)
Allora.
In questo fine settimana pasqualino, tutti a dire che Santoro e il suo Annozero sono degli sciacalli, che Travaglio è senza vergogna, che in questo momento bisogna pensare alla sepoltura delle 290 bare dei terremotati morti, che non è il momento delle polemiche.
Certo. Potrebbero anche dire "continuate a nascondere la testa nella sabbia, è per il vostro bene". Solo che qualche abruzzese ha nascosto tutto il suo corpo sotto la sabbia. Pardon, non sabbia, ma sabbia marina. Che ci faceva mescolata al cemento? Ai posteri l'ardua risposta. (Però vi do un indizio: Impregilo. Cercate su gugol)
Intanto mi sembra idiota che Santoro venga criticato. Per un motivo molto semplice. Lui ha riportato in trasmissioni i miei pensieri di giovedì mattina. Quindi, visto che il mio QI non è esattamente quello di Einstein (o forse si?), credo che lui ha discusso in trasmissione di ciò che chiunque con minimo di sale in zucca aveva pensato.
Scusate, ma a voi sembra normale che adesso lo attacchino? Perchè allora forse sono io che non sono normale.
Abbiamo una città (o una porzione di territorio, a vostra scelta) che da qualche mese traballa. Scosse sismiche a grappoli. Scossa, scossetta, scossettina. Un giorno si e uno si. Se io abito in questa città, magari anche mi preoccupo. Magari chiedo informazioni. E qualcuno, quel Qualcuno che dovrebbe darmi delle risposte perchè ne sa più di me, dice "tranquilli, tutto sotto controllo". Beh, io magari non mi fiderei tanto, ma io sono comunista e penso sempre male, quindi non conta. Oppure mi fido e rimango seppellita dal mio magnifico tetto con terrazza a vasca. Oppure mi fido, ma ho culo e mi salvo il suddetto culo perchè la mia casa, quando arriva lo scossone, non crolla. E a questo punto cosa scopro? Che nessuno ha preparato niente, perchè un terremoto non si può prevedere. Ma cristodiqueldio, avevate il 50% di possibilità che si verificasse un terremoto e non avete fatto un cazzo? Non sapete dove sfollare la gente, non sapete dove preparare i campi profughi, non avete acqua per i malati, non avete tende, nè ruspe nè un organizzatore. Ora, io non voglio criticare i volontari (che sono numerosissimi e pieni di buona volontà). Non li critico. Non critico il sindaco de l'Aquila: lui è lì per approvare aiuole e aree pedonali, non capisce un piffero di terremoti, non è il suo lavoro. Lui deve prendere le decisioni in base a ciò che gli dice quel Qualcuno che di terremoti ne capisce più di lui.
Quindi, chi sto criticando? Quelli che non hanno fatto prevenzione. Tutta quella magnifica organizzazione, la Protezione Civile, che si è grattata la minchia mentre la terra ballava il tango un giorno si e uno si. Non il singolo operatore della Protezione Civile, ma quelli che le cose le devono organizzare. Ci sarà qualcuno che deve far questo, no?
E poi ve la prendete con Santoro perchè critica Bertolaso? A parte che non ha criticato Bertolaso, ha detto solo che forse bisognava fare più prevenzione. Poi, siccome la prevenzione la deve fare la Protezione Civile e Bertolaso è il capo della PC, beh, mi sembra che si, Bertolaso sia da criticare. Voglio dire, ha dimostrato in questa occasione di essere utile quanto i coglioni del papa, quindi mi sembra criticabile. Cioè, non lo voglio crocefiggere, però è un uomo, può sbagliare, ha sbagliato, ha cannato di brutto, trecento persone sono morte, cazzarola, può almeno andare in televisione a dire "ho fatto una cazzata", no? No? NO?
Invece no. Tutti a dire che ha sbagliato Santoro a criticarlo ora, in questo momento triste. E quando doveva criticarlo, tra due anni? Al prossimo terremoto? Aspettiamo la prossima lambada offerta da madre natura?
(Stronzi.)
E niente, tutto qua.
Riporto qui uno stralcio del blog di Miss Kappa:
In questi giorni, anche senza cercare, ci si imbatte in siti che parlano del terremoto in Abruzzo, e la colpa non è di nessuno, i terremoti non si possono prevedere, noi abbiamo fatto tutto il possibile, in fin dei conti poteva andare peggio, e altre stronzate.
Certo, poteva andare peggio. Poteva venire anche uno tsunami. O le cavallette. Ma andatelo a dire a chi ha perso tutto, come Anna (a proposito, grazie Gatta Susanna).
Al di là della tragedia personale, di una città sprofondata nel nulla, di una città che non c'è più, ecco, mi piacerebbe che qualcuno potesse essere accusato di ciò che è successo. E che (una volta tanto) qualcuno pagasse per essersi ingrassato il culo sulla pelle degli altri. Perchè sono d'accordo (ma fino a un certo punto, vedi post precedente) che i terremoti non si possono prevedere. Ma magari si può fare un po' di prevenzione, no? Magari si possono costruire degli ospedali anti-sismici, visto che siamo in una zona leggermente sismica. Chi ha costruito l'ospedale che poi è crollato? Chi ha approvato i progetti? Chi ci ha rubato sopra?
E poi. La gente. Hanno trovato, nella tromba delle scale di un edificio a quattro piani, una decina di persone. Morte. Che ci facevano per le scale? Ah, ho capito. Abbandonavano l'edificio. Quindi nessuno ha avvisato, mai, queste persone, che una delle prime cose da NON fare durante un terremoto (non prima o dopo: durante) è andare sulle scale?
Mi ricordo che durante un incontro con la Protezione Civile fatto a scuola, i volontari (o tecnici, non so chi fossero) ci spiegarono cosa fare in caso di incendio, di emergenza generica, di fuga di gas, e di terremoto. Ora, a Trieste i terremoti non accadono spesso. Certo, ogni tanto si avverte qualche scossa, ma sono accadimenti più unici che rari, solitamente i triestini scambiano le scosse con un camion che fa manovra. Ma a noi studenti, la Protezione Civile spiegò cosa fare in caso di terremoto. Ovvero: ripararsi vicino a un muro portante, meglio ancora se fornito di porta, e mettersi sotto l'architrave. Se non si hanno muri portanti a portata di mano, ficcarsi sotto il tavolo più robusto che si trova. Stare lontani dalle finestre per evitare i vetri, NON andare sulle scale perchè tendono a crollare. E in Abruzzo nessuno lo sapeva? Cosa fa la Protezione Civile Nazionale? Oltre a girarsi i pollici, intendo. Se qualcuno lo sa, me lo può dire?
E già che c'è, lo vada a raccontare a coloro che hanno perso un figlio, un padre, un marito. A coloro che hanno perso la casa, il lavoro, e tutti i loro sogni.
PS consiglio la lettura di questo post di LameDuck, che esplora aspetti che ho volontariamente trascurato. Chiedo scusa ai lettori, ma se mi mettevo anche a parlare del Nano Pelato il mio stomaco non avrebbe retto.
L' AQUILA - Non bastasse lo sciame sismico che da metà febbraio ha trasformato questo angolo d' Abruzzo in una pista di rock and roll, con oltre 30 scosse di magnitudo superiori ai 2 gradi, scuole chiuse, malori, tetti pericolanti e gente sull' orlo di una crisi di nervi, a fare danni ci si è messo anche «il terremoto che non c' è»: o meglio, che sarebbe dovuto arrivare e per fortuna non c' è stato. Annunciata con toni quasi profetici da Gioacchino Giampaolo Giuliani, tecnico che fa ricerca ai Laboratori nazionali del Gran Sasso e che da anni sostiene di aver elaborato un metodo in grado di prevedere l' arrivo degli eventi sismici, la notizia del terremoto, che nelle previsioni di Giuliani avrebbe dovuto essere «disastroso», ha scatenato tra domenica e lunedì una psicosi collettiva, che ha mandato in tilt Sulmona e dintorni. Tale il vespaio, da costringere ieri la commissione Grandi Rischi della Protezione civile a riunirsi in fretta e furia «per rassicurare la popolazione che non c' è alcun pericolo in corso», che «la situazione è monitorata ora per ora» e che «non è possibile prevedere in alcun modo il verificarsi di un sisma». Con un diavolo per capello, il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, si è scagliato contro «quegli imbecilli che si divertono a diffondere notizie false», chiedendo una punizione esemplare. E così è stato: Giuliani, che basa le sue previsioni sull' analisi di un gas (il Radon) sprigionato dalla crosta terrestre e che ha costruito enormi cubi in piombo per monitorare il suolo, ora si ritrova addosso una denuncia per procurato allarme. «È stato terribile». Il sindaco di Sulmona, Fabio Federico, ancora non si è ripreso. Domenica era a Roma, al congresso del Pdl. In mattinata, una scossa di magnitudo 4 aveva squassato il suo paese. «I vigili urbani - ha raccontato - mi hanno messo telefonicamente in contatto con questo signore (Giuliani, ndr.), che mi ha annunciato l' arrivo, da lì a poche ore, di un sisma devastante. Non sapevo che fare: far scattare il piano d' evacuazione o fare finta di niente?». A Sulmona intanto tutti già sapevano. Ed è stato il panico: gente in strada con i materassi, parroci che hanno svuotato le chiese, famiglie radunate nelle palestre. Poi è passata la domenica. E pure il lunedì. La terra ha tremato ancora. Ma piccole scosse. Niente al confronto del «terremoto che non c' è». Francesco Alberti (grassetti miei)
questo era il pezzo pubblicato sul corriere della sera il primo aprile. questo è il link, se volete controllare.
questi, invece, i titoli del 6 e 7 aprile:
Abruzzo, nuova forte scossa. 180 i morti, 17mila senzatetto - Foto
I dispersi sono 34, donna salvata all'Aquila dopo 23 ore (repubblica)
Abruzzo, 179 i morti. Si scava ancora
Forti scosse all'Aquila (il corriere)
così, tanto per rimettere le cose nella giusta prospettiva...

(la foto è stata presa dal sito www.repubblica.it)